domenica 22 marzo 2009

Conoscitori di Cardini pt.1

Mi piace il termine "conoscitore".
E mi piace pensare ad un eventuale "conoscitore" come colui che qualcosa conosce e che molto ancora ha da conoscere.
E mi piace inoltre pensare di essere io stesso definibile come un "conoscitore". Io, uomo, così come tutti gli altri miei cugini cromosomici.
Ma essendo il conoscibile molto probabilmente immensamente più grande di noi e molto più probabilmente infinito, niente può essere dato per scontato all'interno del settore "conoscenza" in quanto dietro ogni angolo potrebbe nascondersi la prova che confuta una nostra precedente certezza, acquisita empiricamente o meno, pronta a rivelarsi e a lavare via la realtà delle cose come la conosciamo, proprio come se stessimo eliminando un vecchio strato di apparenza che avvolgeva il mondo intorno a noi, e avvicinandoci di un velo in meno al nocciolo, riuscissimo a comprendere con un minimo di chiarezza in più certi meccanismi universali dovuti a movimenti cosmici.
Se prendiamo l' affermazione "il mondo è composto da atomi" e ne deduciamo che facendo parte integrante del mondo, anche noi siamo composti da atomi, e da questo dichiariamo che la nostra configurazione atomica "uomo" è a contatto con tutti gli altri atomi del mondo, uno dopo l'altro, e che la configurazione atomica "mondo" è a contatto con la configurazione atomica "cosmo"
possiamo allora dichiarare che siamo in contatto con l'intero universo fatto anch'esso di atomi. Al punto che un battito d'ali di una farfalla che si trova in Australia può dare il via alla formazione di un uragano in North Carolina negli stati uniti.
Forse l'esempio è un pò troppo fantasioso, però potrei affermare che con le giuste condizioni atmosferiche, nelle giuste circostanze spazio-temporali, un calcio di rigore tirato con un particolare angolo ed effetto durante una partita a calcetto sulla spiaggia, può creare una discreta tromba d'aria e non sarebbe cosa poi così tanto irragionevole o impossibile da osservare. E non si dovrebbe mai dare per scontato cosa può creare il moto di una mano umana.
Questo per introdurre il seguente discorso:
Se suppongo che siamo vari "conoscitori" posti all'interno di una sfera composta da un'atmosfera comprendente vari gas, e che all'interno di questa sfera poggiassimo grazie alla forza di gravita' su zone allo stato solido composte da vari materiali o elementi alternati da zone di altri elementi aggregatisi in stati liquidi, potrebbe non essere immediato per "me conoscitore" pensare
che qualche mio cugino cromosomico sia effettivamente vivente e vagante al di fuori dello spazio pressurizzato delimitato dalla suddetta atmosfera gassosa. a meno che qualcuno o qualcosa non mi mostri pragmaticamente che questo è possibile. ma grazie a scoperte/errori o affermazioni/revisioni della storia e della tecnologia, noi oggi sappiamo, o meglio, noi diamo per scontato che l'uomo sia nella nostra epoca attualmente ed attivamente lanciato alla conquista dello spazio, per via di qualche antropo in orbita attorno al globo impressionato su di una pellicola ed in seguito proiettato su di uno schermo sotto forma di luminosi elettroni che formano davanti ai nostri bulbi oculari
grigi scafandri che si aggirano con una certa lentezza flemmatica, respirando pesantemente sopra rumori di fondo in un grigio deserto, fluttuando attorno a macchinari dalle geometrie decisamente vintage...
Così, per un particolare sillogismo allucinato molto spesso ricorrente in stati mentali disturbati denominati dalla pseudoscienza psichiatrica come
schizofrenici o paranoici, "lo vedo e lo sento, quindi per me esiste", noi diamo per scontato che quelle immagini o quelle voci di omini orbitanti siano vere, nonostante, a noi, in effetti, non sia dato percepire le scene appena descritte direttamente anche con gli altri restanti cinque sensi ulteriori alla vista e all'udito (compresi il sesto e il settimo di cui parlerò altrove) e ad avere perciò una esperienza empirica totale di tali avvenimenti in modo da poter esprimere con certezza che la realtà dei fatti corrisponde inequivocabilmente a ciò che ci e' stato comunicato dal media di turno.
O ci credi o non ti credono...