giovedì 15 maggio 2008

Incipit

21° secolo, penisola italica, un agglomerato urbano qualunque, sotto una cappa di monossido di carbonio, su strade che puzzano di urina e feci che di giorno vengono calcate dalla massa brulicante vomitata dagli edifici di ferro e cemento, forme di vita con pensieri veloci e serrati si strusciano casualmente, frusciando con indignazione, guardandosi con rabbia e distrattamente, senza soffermarsi troppo l' uno negli occhi dell' altro perché potrebbe accadere di fermarsi, di scambiare qualche impressione, di riflettere insieme, infettandosi confrontando passioni e virtù conoscendosi sempre più a fondo, arrivando a scoprire con orrore di essere uno lo specchio dell'altro, portandoci ad una improvvisa messa in discussione della nostra identità, coadiuvata da deprivazione sensoriale, brividi, malfunzionamento dell' apparato respiratorio, nevralgie, emorragie, crisi mistiche, acne giovanile, embolie, disgregazione cellulare e finale annullamento della pseudomorale borghese a priori nel vuoto dello spazio siderale. Dopo di che aleggerebbe nell'aria, a rimpiazzo della nostra forma fisica, solo un dolciastro odore di nirvana.
E comunque siamo tutti troppo attaccati a tutto e io non sono ancora pronto a tornare un' altra volta parte del tutto. Che è un paradosso se penso che ci vivo in mezzo al tutto.
La luce del sole ci rende stakanovisti dannatamente impegnati in compiti affidatici da terzi non direttamente connessi a noi stessi, compiti con scadenze impellenti che devono assolutamente essere portate a termine, pena il fallimento totale.
Che risulterebbe comunque il nostro più grande successo visto che si presenterebbe all'appuntamento spaccando l' orologio ma senza preavviso, esattamente come un mattone, che lanciato con violenza attraverso la vetrina di un negozio di arredamento per gente con personalità, vada ad infrangere la solida superficie trasparente in una miriade di poligoni glassosi che si butterebbero a capofitto perpendicolarmente verso il centro della terra in discesa libera mano nella mano con la forza di gravità, mettendo a disposizione di famelici passanti dall'anima colorata dalla pubblicità, fontanelle new age, mobilia kitsch, finto giardino vero zen da salotto, registratore di cassa e commesso dagli occhi a mandorla disegnati col mascara compreso-in.
Risulterebbe la combinazione di coincidenze più stupefacente e perfetta della nostra esistenza. Benigna o carcinoma in metastasi dipende solo da come la prendiamo.
O forse riusciremmo ad arrivare a fine giornata illesi senza aver urtato neanche un insetto, o un sentimento, e allora a causa di un ingenuo, banale ed impercettibile ciclo perpetuo di origine orbitale nel particolare e cosmica nel generale, una faccia del nostro pianeta volterebbe le spalle al sole ed entrerebbe di colpo in scena il buio.
Dormire sotto un tetto di stelle riscaldati dalla pallida luce della luna e accarezzati dalla fresca brezza notturna potrebbe risultare estasiante per un uomo come Jack Keruoack che avrebbe poi avuto ad ogni modo un posto dove tornare a scrivere comodamente sul quaderno degli appunti le riflessioni sulla nottata passata all'aperto, ma la vera poesia rimarrebbe comunque nel piscio assorbito dal cartone di un barbone che dorme avvolto in un sacco a pelo sudicio e consunto, nelle secrezioni scambiate da due giovani amanti in preda all'ebrezza del vino che assaporano la passione di una sensuale e magnifica prima conoscenza a pochi passi da due pupille spillate che guardano nel vuoto con affianco una pozza liquido biliale appena rimesso, o nelle conseguenze che una storia avrebbe se non fosse mai raccontata a qualcuno, proprio come un orgasmo rimasto inutilizzato nel preservativo posato sull'asfalto di una strada dove battono prostitute e travestiti culturali.
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1 commento:

Cagnoozo ha detto...

che PESANTE l'immagine! il tuo blog! aiuto!